Il maltempo si trasferisce sulle regioni centro-settentrionali

Va esaurendosi l’azione del profondo vortice depressionario che nelle ultime 24 ore ha causato abbondanti precipitazioni su buona parte delle regioni meridionali, con particolare riferimento alla Sicilia, alla Calabria e alla Puglia. Ma una nuova perturbazione, proveniente dalla Spagna, sta per entrare sul bacino occidentale del mediterraneo e, ancora una volta, il suo moto verso levante verrà frenato dalla presenza di un robusto campo di alta pressione presente sull’est europeo; pertanto tra lunedì 5 e mercoledì 7 determinerà condizioni di diffusa instabilità segnatamente sulle regioni settentrionali, su quelle centrali tirreniche fino alla Campania e sulle 2 isole maggiori.

Quanto appena descritto possiamo apprezzarlo osservando le 2 mappe riportate in basso previste rispettivamente per lunedì 5 e martedì 6 novembre. Per semplificare il discorso ho scelto le cartine dove è riportata l’analisi della pressione prevista al livello del mare sulle quali risulta meno complicato distinguere le figure bariche.

È ben evidente come sul mediterraneo centro-occidentale permanga una circolazione depressionaria bloccata nel suo moto verso levante da un vasto anticiclone che abbraccia tutto l’est europeo spingendosi fin sul mediterraneo orientale. Si tratta di una delle configurazioni bariche peggiori per i paesi occidentali dell’Europa e dell’Italia, i quali sono esposti al richiamo di correnti temperate e umide da sud; correnti che, grazie alla particolare orografia della nostra penisola (che più volte ho spiegato) e grazie soprattutto al surplus di calore immagazzinato nei nostri mari contribuiscono ad esaltare la fenomenologia. “Per dirla in maniera più semplice, le perturbazioni, una volta giunte sul mediterraneo, ricevono un contributo energetico grazie al calore rilasciato dalle acque superficiali dei nostri mari. Dunque più fa caldo, più le fasi soleggiate risultano lunghe (per la gioia di chi pretende l’estate infinita) e maggiore è il rischio di assistere a fenomeni estremi. E prima o poi, ricordatevi che la Natura presenta sempre il conto, a chi prima e a chi dopo”.

Dunque in sintesi per domani e martedì ci attendiamo ancora condizioni di tempo instabile su buona parte delle regioni settentrionali, specie sul Triveneto e sul Piemonte occidentale, sulle regioni centrali tirreniche fino grosso modo alla Campania e sulle 2 isole maggiori ad iniziare dalla Sardegna. Piogge anche consistenti potrebbero interessare vari settori. Le temperature si manterranno su valori miti a parte una temporanea diminuzione nei valori minimi per le prossime 24 ore.

Mercoledì 7 novembre (vedi cartina in basso) l’alta pressione tenderà ad invadere con un po’ più di convinzione la nostra penisola insediata però sempre da un canale depressionario ben strutturato sul vicino atlantico. Infatti in prossimità della Baleari è ben visibile un cavo d’onda, così come sulla Puglia (anche se non l’ho riportato), sintomo della poca consistenza del campo anticiclonico, soprattutto in quota.